Un pensiero al giorno

E io alle falde della montagna mi raggomitolo come Adamo nel cespuglio, con un libro in mano apro gli occhi su un mondo diverso da quello dove appunto stavo, perché io quando incomincio a leggere sto proprio altrove, sto nel testo, io mi meraviglio e devo colpevolmente ammettere di essere davvero stato in un sogno, in un mondo più bello, di essere stato nel cuore stesso della verità (Bohumil Hrabal)

venerdì 12 ottobre 2012

La stanza di mio fratello

Posso comprendere e anche rappresentare quel dolore che si espande con forza dentro il petto quando ti viene detto che tuo figlio/a è malato e non guarirà mai, quando, nel pieno della tua vitalità, ti si prospetta una vita che non sarà per niente facile.
Spesso ci si scorda che accanto ad una persona con disabilità ci può essere un fratello o una sorella.
Da poco tempo tutta la comunità di educatori, medici e psicologi volge il proprio sguardo verso di loro sostenendoli in un percorso tutt'altro che semplice e che spesso ne segna irrimediabilmente il futuro come adulti.
Il libro di Anne Icart racconta con estrema delicatezza il rapporto con il fratello maggiore, disabile mentale, che lei ha sempre considerato il suo eroe, il punto di riferimento negli anni dell'infanzia
Non ho fatto caso alle parole che ti incespicavano contro le labbra, all'andatura scoordinata, ai ritardi accumulati. Non ho visto niente di tutto questo, mai, accecata da un'immensa ammirazione. Il mio fratello adorato.
Il giorno della verità le sconvolge la vita. La madre decide che è grande abbastanza per sapere e, conseguentemente, prendersi cura di lui. E' proprio da qui che la vita di un fratello o di una sorella cambia. A loro non è più concesso sbagliare, perchè sono normali. Devono essere brillanti negli studi, perchè normali. Emotivamente forti, determinati, coraggiosi, tutte qualità scontate in una persona normale.
La normalità diventa una maledizione peggiore della disabilità in un'adolescente che si affaccia alla vita.
Avrò un sacco di innamorati, a valanghe. Non si possono solo avere fratelli nella vita. Non ne terrò mai uno per più di tre mesi. Il mio scudo è super efficace e non esito a brandirlo. Che almeno tu mi serva a qualcosa.
Un fratello disabile ipoteca il futuro e selezione le persone che gravitano intorno a lui.
Alla morte dei genitori, si può rimanere soli e gestire un problema che aumenta di pari passo con l'età biologica, oppure essere fortunati e trovare qualcuno che, amandoti, si carica tutto l'onere. Ma è una rarità, come trovare un quadrifoglio.
Per l'autrice questo non è accaduto e forse è ancora lungo il cammino di elaborazione del lutto. Non è facile privarsi della voglia di sognare, di progettare il futuro. Tutto è ribaltato e si impara a vivere il "qui e ora" traendone il massimo godimento.
Ogni genitore, ogni fratello arriva ad interrogarsi su cosa sarebbe stata la sua vita se...Lo si urla nei momenti di crisi, non volendo neanche avere una risposta che, comunque, non c'è.
Da molto tempo ti accetto come sei. Anche se non è sempre facile. Non ce l'ho mai avuta con te per questo. Oppure solo un po'. Non è con te che me la prendo, so bene che non è colpa tua se hai le ali spezzate. (...) Sei mio fratello. Non esiste nessun altro uguale a te. Sei unico. E io ho smesso di cercarmene altri.

Il libro, pubblicato in Italia nel 2010, è passato inosservato nonostante sia scritto bene, oltre all'intenso contenuto. Non mi meraviglio più di tanto tenendo conto delle classifiche di vendita e di quelli che sono tra i più venduti e che è difficile chiamarli libri