Un pensiero al giorno

La gente di ogni parte del mondo oggi cerca la soluzione del problema umano nel progresso scientifico, nel successo politico, professionale e nell'immediata soddisfazione dei bisogni e delle passioni. Accade perciò che, mentre ciascuno invano cerca di difendersi egoisticamente dal sacrificio e dal dolore, in realtà provoca situazioni di inaudita sofferenza a se stesso e agli altri. E' un assurdità, ma costituisce la logica comune. (Anna Maria Cànopi)

martedì 2 luglio 2013

Nessuno sa di noi


E’ un bel libro, scritto bene, in cui la narrazione può essere divisa in due parti, sia come contenuto che come carico emotivo.
L’argomento è coraggioso, non tanto perché si parla di aborto, ma di aborto terapeutico effettuato al di là dei termini consentiti dalla nostra legge, tant’è che la protagonista l’effettua in Inghilterra.
La prima parte riguarda proprio di questo, dopo la scoperta che il feto è affetto da una malformazione che ne condiziona la crescita e lo sviluppo armonico. La seconda parte tratta invece delle conseguenze di tale scelta sia nella protagonista che all’interno della coppia. E’ questa seconda parte che risulta più vera, sentita dall’autrice che descrive bene le inquietitudini della psiche, il non essere sicuri al 100% di aver fatto bene, di non aver agito sulla scia emotiva di tutte le persone che ci sono accanto.
Le stesse emozioni mancano all’inizio e si apprezza come un blocco nel manifestare la disperazione, l’incapacità a capire il perché di un tale evento.
Questo, insieme a un finale che tende ad accontentare il pubblico, fanno di “Nessuno sa di noi” un romanzo indubbiamente ben scritto, con una buona idea di partenza ma che non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo.
 

Nessun commento:

Posta un commento